Fava ferramenta

Ferramenta Savona

Casalinghi e Utensileria

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Il negozio, fondato nel 1890, si trova tra piazza Giulio II e via Niella a Savona e da 126 anni viene gestito dalla stessa famiglia che si tramanda con passione di generazione in generazione questa attività.

L’attività professionale della famiglia Fava è ancora antecedente a questa data. Il bisnonno dell’attuale gestore Francesco Fava, era infatti un calafata e dal 1811 gestiva l’attività nell’ambito delle costruzioni navali e nelle manutenzioni nautiche per la costruzione di imbarcazioni in legno nel porto di Savona.

Le radici della famiglia Fava, savonesi doc, affondano in una tradizione ancora più lunga e in pratica si possono considerare tra i carpentieri-ferramenta più antichi d’Italia; la fondazione dell’attività, infatti, risalirebbe intorno al 1600 quando i Fava avevano una casa nella darsena ed erano molto apprezzati nel calafatare le imbarcazioni. Poi con l’arrivo dell’era industriale un componente della famiglia , che era emigrato a Parigi, tornò con una delle prime macchine per fare chiodi e aprì un’attività prima a Cogoleto e poi a Pontedecimo per trasferirsi definitivamente a Savona nell’800.

Come racconta il titolare Francesco: “Mio bisnonno Domenico Fava era un calafata ed aveva un’attività nel porto di Savona, ma verso la fine dell’Ottocento, con l’età del ferro, le navi non venivano più costruite in legno. Con l’avvento di questo nuovo e possente materiale per le costruzioni navali, mio bisnonno si rese conto che non c’era più futuro per la sua attività. A fare un cambio di marcia, che si rivelò vincente, è stato suo fratello, mio zio Francesco Fava, che nel 1890 ha investito nella ferramenta aprendo il negozio a Savona”.

Francesco Fava non solo è il fondatore di un piccolo impero familiare, ma nel suo tempo ha rappresentato un’importante figura a livello cittadino: è stato anche presidente dell’Ospedale San Paolo, consigliere comunale, membro della Camera di Commercio. Un ruolo sociale attivo e un grande spirito imprenditoriale che ha posto le fondamenta dell’attività familiare che porta avanti l’attività tutt’oggi. A seguirlo prima il figlio di Francesco e successivamente Gioachino Fava, padre dell’attuale gestore Francesco. “Mio padre Gioachino era rimasto orfano all’età di 10 anni, unico maschio della famiglia, prima è stato prigioniero a Bengasi in Libia durante la Seconda Guerra Mondiale dal 1943 al 1945, successivamente si è preso a carico e le tre sorelle e portato avanti l’attività da ferramenta”.

Il racconto di Francesco si snoda tra ricordi e fotografie: nella prima mostra il bisnonno calafata con i lavoratori dell’impresa nel porto (vedi Foto Storica Fava 1), nella seconda il padre Gioachino prigioniero in Africa con in braccio il fucile e la scritta “Ritorneremo” (guarda Foto Storica Fava 2) e una terza che raffigura l’esterno del negozio negli anni dopo la guerra (guarda Foto Storica Fava 3). “Durante la guerra il negozio è stato gestito da mio zio anziano e le mie zie – racconta Francesco – Mio padre, tornato dall’Africa ha mandato avanti l’attività fino a quando è scomparso nel 1992”. La storia vive all’interno del negozio: ancora oggi si possono ammirare i banconi originari dalla fondazione dell’attività. Uno dei due frontali è un bancone proveniente dal Teatro Chiabrera: “Mio zio era riuscito a recuperare un bancone rimasto rovinato dall’incendio che aveva colpito il teatro cittadino a fine Ottocento, e l’ha portato qui. Oggi è intatto”, spiega il titolare.

Ferramenta Fava, dopo 126 anni di storia, annovera diversi riconoscimenti ricevuti dalla Camera di Commercio di Savona e un premio ricevuto in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia consegnato a centocinquanta imprese storiche nel territorio nazionale.

Francesco Fava, 65 anni, attuale titolare, lavora nell’attività di famiglia da circa quarant’anni: “E’ una grande responsabilità, a volte sento il peso dell’importanza di riuscire a mandare avanti un’attività frutto del lavoro di mio zio, fondatore della nostra fortuna”. Ma oggi i tempi sono cambiati e si sente la crisi nel settore del commercio: “La grande distribuzione ha portato via una grande fetta di mercato, ma nonostante tutto continuiamo a puntare sulla qualità e sulla consulenza. La crisi si sente e si rischia di lavorare per sopravvivere”. Come il bisnonno calafata e lo zio avevano percepito il cambiare dei tempi e investito in un’altra attività, così anche adesso è necessario rinnovarsi: “Spero che mio figlio Alessandro porti avanti l’attività di famiglia, rinnovandola e adattandola ai tempi che corrono”. I Chissà come sarà il futuro della famiglia, dall’Ottocento al Duemila sono cambiate tante cose, ma la passione e la serietà che l’hanno sempre contraddistinta, non è mutata.

 

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